27-05-2010
FINALMENTE E' FINITO IL SEQUESTRO DEL CANILE...


Cari amici,

è con grande piacere che volevamo subito condividere con tutti voi... Continua

03-05-2010
INCREDIBILE: ANCORA PERDURA LA CUSTODIA GIUDIZIARIA DEL CANILE...!


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URGENTISSIMO:
Mancano scatolette... Continua

10-03-2010
QUELLO CHE SIGNIFICA PER NOI
IL CANILE DEL TERMINE...


Ho conosciuto il canile circa dieci anni fa, un giorno in cui finalmente mi decisi a dar... Continua

22-01-2010
COMUNICATO STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE
DOPO LA SENTENZA AL PROCESSO DI I° GRADO
FINALMENTE DISSEQUESTRATO IL CANILE DEL TERMINE
La sentenza del Tribunale di Firenze restituisce... Continua

26-12-2009
DRAMMATICO SOS: CANILE SOMMERSO PER L'ESONDAZIONE DEL TORRENTE IL CALICE...
DECINE DI CANI MORTI AFFOGATI
DECINE DI CANI DISPERSI PER LE CAMPAGNE
I SUPESTITI SONO ALL’IPPODROMO...

(di Riccardo Gabbanelli)

CANILE "IL RIFUGIO"
IL CANILE E' STATO EVACUATO A CAUSA... Continua

01-12-2009
CARI AMICI,
ANCORA UNA VOLTA VI ASPETTIAMO TUTTI AL MERCATINO SPECIALE DI NATALE CHE CI SARA' DOMENICA 6 DICEMBRE ACCANTO AL CANILE DEL TERMINE PER L'INTERA GIORNATA...

Cari amici, prima di tutto vi ringraziamo per aver partecipato numerosi al mercatino speciale... Continua

14-11-2009
CARI AMICI,
VI ASPETTIAMO TUTTI AL MERCATINO SPECIALE DI NATALE CHE CI SARA' DOMENICA 22 NOVEMBRE DAVANTI AL CANILE DEL TERMINE PER L'INTERA GIORNATA...

Cari amici,
i cani ed i gatti del Termine hanno ancora un grandissimo bisogno della vostra... Continua

24-09-2009
GIRA DA QUALCHE GIORNO UNA VOCE...


GIRA DA QUALCHE GIORNO LA VOCE CHE NEL PROSSIMO MESE DI OTTOBRE IL COMUNE DI SESTO FIORENTINO... Continua

05-08-2009
TANTO PER FARE UN ESEMPIO...
Tanto per fare un esempio: nel senso che questi sono due poveri cani, vittime come tanti altri dell'infinita... Continua

14-07-2009
EVVIVA: LA COSETTA DI NUOVO IN CANILE...!
Cari amici,
avremmo voluto tenervi informati molto prima, ma le tante emergenze e soprattutto la... Continua

06-05-2009
FINALMENTE RIECCOCI...!
NON PARE VERO:
NONOSTANTE IL PERIODO DURISSIMO CHE STIAMO VIVENDO, TUTTORA CON L'INGIUSTIFICATO... Continua

06-05-2009
DAL PRESIDENTE COSETTA MAZZONI...!
Un messaggio di benvenuto da parte del Presidente dell'Associazione Cosetta Mazzoni.

Cari amici,... Continua


06-05-2009
RICOMINCIAMO CON UN GROSSO SFORZO ORGANIZZATIVO
Messaggio del Consiglio Direttivo dell'Associazione a tutti i volontari, a tutti i soci ed a tutti gli... Continua

In questa pagina saranno progressivamente presentati tutti i volontari della nostra Associazione che operano nel Canile del Termine, assieme ai loro amici animali dei quali si prendono particolarmente cura.
Sotto il titolo "DIARIO DEI VOLONTARI" si potranno anche leggere testimonianze dell'attività svolta in canile da parte di alcuni di loro.
23-06-2010
DIARIO DEI VOLONTARI
SPIC E SPAN, FABIO E BEATRICE...


Arrivammo al Canile del Termine in una caldissima mattina del settembre 1994.
Appena sarà pronta la nostra nuova casa vorremmo prendere un cane. Ma come si fa a scegliere un cane?
- Non sarete voi a sceglierlo, sarà lui a scegliere voi. Venite a fare un giro in canile e sicuramente ci sarà qualcuno a cui piacerete.

Tornammo.
Allora vorremmo fare un giro per vedere i cani, ne vorremmo uno
– Avete un giardino? Perché non ne prendete uno di taglia grande? –
Ne volevamo proprio uno di taglia grande!

– Allora guardate questi due cosa non sono. Sono fratelli, sono giovani e sono stati abbandonati insieme. Sono inseparabili.

Così non ci fu bisogno di fare il giro del canile perché i nostri cani erano proprio lì, subito dietro il cancello principale.
L’uno, un misto di timori e curiosità che lo avrebbe accompagnato tutta la vita, si avvicinava al cancello incuriosito dalla nostra attenzione e si ritraeva preoccupato dalla nostra presenza.
L’altro, da quel cane saggio e riflessivo che sarebbe sempre stato, stava lavorando ad una buca nella terra dura e asciutta, che lo avrebbe messo al riparo dalla calura e calmato il fastidio delle pulci.

Ci guardammo. Ognuno di loro somigliava ad uno di noi. Spic e Span, disse Fabio.
I colori, una focatura biondo-grigia, bellissima sul pelo lungo anche se non ancora adulto, dopo un’estate di canicola che si protraeva in quel settembre, davano loro l’aspetto di due enormi “moci”, quei buffi oggetti che si usano in cima ad un bastone per lavare i pavimenti.
In quel momento, e credo accadesse a tutti e quattro, realizzammo che eravamo fatti gli uni per gli altri.

Adesso dovevamo guadagnarci la fiducia di quelle sparute creature, che avevano ritrovato nel rifugio del Canile una loro stabilità, dopo un primo assaggio di umanità che li aveva emotivamente devastati.
E questo non fu facile.
Il Canile era diventato il loro rifugio, la casa, il centro degli affetti, tutte le loro certezze.
Oltrepassare quel cancello sarebbe stata un’incognita che non si sentivano proprio di sostenere, un salto nel buio verso quell’umanità che li aveva già traditi e bistrattati.

Così toccò a noi entrare e rientrare, portare l’uomo, quello che sta fuori, non il volontario che ti cura, ti nutre e non ti fa mancare una carezza ed un parola dolce, nel recinto.
E furono giornate bellissime. Pomeriggi di pioggia passati sotto la tettoia a carezzarli, a tentare di convincerli che eravamo lì per loro, che li amavamo già come li avremmo sempre amati e che li volevamo portare “fuori” solo per farli entrare in una famiglia che si sarebbe dedicata a loro con tutto l’amore possibile, chiedendo in cambio soltanto la loro amorevole presenza.
Mattinate di sole tentando le prime brevi passeggiate al di fuori del cancello-tabù per cercare di mostrare loro l’esistenza di calore, affetto e comprensione all’esterno di quello che oramai avevano eletto come unico rifugio possibile.

Nel frattempo, ed erano trascorsi un paio di mesi, avevamo conquistato la fiducia di tutti i loro coinquilini di recinto che facevano carte false per tentare di uscire con noi (una piccola peste nera delle dimensioni di un pincer ci orinava abitualmente sulle caviglie per significarci che avrebbe apprezzato moltissimo gli appartenessimo).

Span era riuscito a “sciogliersi” un pochino e dimostrava già di apprezzarci più dei biscotti che lanciavamo nel recinto per distrarre gli altri abitanti quando aprivamo la porta per farli uscire. Spic era sempre molto combattuto nello scegliere fra la nostra compagnia ed un buon boccone.
Un giorno decidemmo che sarebbe stato il caso che prendessero atto della nuova casa che avrebbero abitato (dove, peraltro come sempre accade quando la fretta incalza, i lavori si protraevano oltre ogni limite temporale preventivato).
Il tragitto era breve, ma non tanto da coprirsi a piedi, cosi mostrammo loro il baule della macchina aperto e dotato di conforti.
Le reticenze furono tali (il loro ultimo viaggio in auto era stato sicuramente quello dell’abbandono) che la distanza via del Termine – Careggi fu percorsa a piedi, condotti da uno di noi, con l’altro che seguiva con l’auto a passo d’uomo per fornire ciotole d’acqua e biscottini di incoraggiamento.

La casa, seppure in fase di rifinitura, dovette piacergli molto, poiché da quel momento ogni volta che li riaccompagnavamo al Canile iniziavano le sarabande dei tentativi di fuga.
Il recinto dove risiedevano fu dotato di rete anti-salto, e si dovettero riparare delle tettoie dove erano riusciti a salire e dove avevano allegramente scavallato nell’intenzione di seguirci quando lasciavamo il Canile.

Ogni volta li lasciavamo con il cuore sempre più stretto.
A febbraio del 1995 (avevamo conosciuto Spic e Span nel settembre precedente) la casa non era ancora del tutto rifinita, ma decidemmo di traslocare.
La prima notte che avremmo dormito nella nuova casa lo avremmo fatto con loro.
Così venerdì 17 febbraio prendemmo un po’ di biancheria e qualcosa per la toilette, passammo dal Canile a prendere quelli che sarebbero stati per (troppo pochi) anni i nostri amatissimi ed inseparabili compagni di viaggio ed andammo a casa.

Il percorso fatto insieme è stato magnifico.
Ma questa è un’altra storia.

Fabio e Beatrice


(Le risposte a tutte le nostre domande furono fornite da Cosetta)


28-03-2010
DIARIO DEI VOLONTARI:
VIVERE E SOPRAVVIVERE
L’amore di Black


Per un lungo periodo la mia attività di volontariato in canile è consistita nello svolgimento del turno di terapie: i nostri animali, cani e gatti, vengono quotidianamente curati per le loro problematiche e patologie; ogni malattia viene affrontata e trattata, anche quelle per le quali molti canili e veterinari stessi prevedono la soppressione dell’animale. Noi curiamo i nostri amici senza arrenderci mai fino a che la vita può garantire loro dignità ed adeguato benessere.
Ovviamente, per assicurare le giuste cure ed assistenza ad ogni animale, dobbiamo organizzare turni mattutini e serali in cui il volontario somministra ad ogni singolo “paziente” le terapie prescritte dal veterinario, esattamente come accade in qualunque famiglia dove, dopo la visita dal medico e la prescrizione di cura, il proprietario si occupa quotidianamente di garantire al proprio amico a quattro zampe le indicazioni mediche.
Il nostro canile è come una grande famiglia in cui dobbiamo occuparci in media di circa 60 cani e 20 gatti da curare quotidianamente, spesso mattina e sera.

Siamo stati anche indagati per questo, con l'accusa di “abuso della professione veterinaria”. Io stessa ho subito interrogatori di più di due ore durante i quali i miei “intervistatori” cercavano di capire cosa potesse esserci dietro a questi “turni di terapie”, cosa potesse nascondersi dietro la ricerca delle migliori cliniche veterinarie presenti sul territorio nazionale e l’affidamento dei nostri animali alla professionalità dei migliori medici e delle strutture veterinarie di eccellenza.
Capisco lo scetticismo: è sicuramente un modus operandi insolito per un canile. Difficile spiegare in un interrogatorio: è solo l’amore per questi esseri viventi che motiva ogni possibile apparente “esagerazione”.

I miei turni di terapie mattutine sono durati anni: arrivavo la mattina presto, mi attrezzavo di ciotola e bocconcini prelibati, e cominciavo, esaminando scheda per scheda, a fare il giro di tutti i piccoli amici “pazienti”.
Ricordo sempre la mattina in cui stavo preparando la solita ciotola con le pasticche, quando vidi nel buio di un piccolo ripostiglio due occhioni marroni che mi guardavano… due occhioni intensi, dallo sguardo profondo, dolcissimi quanto terrorizzati. Vidi per la prima volta gli occhi di Black.
Mi avvicinai… “ehi ciao, sei nuovo?”… quel batuffolo tutto nero nascosto nel buio di un ripostiglio cercò di rintanarsi ancora di più dietro agli scatoloni, e così capii che la paura di quegli occhi non era guaribile con un po’ di dolcezza e un bocconcino prelibato, così come mi era capitato altre volte di fare. Capii subito che per Black ci sarebbe voluto un po’ di tempo in più.

Quando conobbi Black quella mattina era appena arrivato in canile, aveva circa sei mesi, ed era un meraviglioso meticcio di pastore belga appena lasciato dalla famiglia che aveva tentato di adottarlo; era stato trovato di pochi mesi con il fratello e per tutti e due avevamo subito trovato due ottime adozioni. Ma Black era un cane molto problematico, pauroso di tutto e tutti, con la fobia di vivere. E così queste persone che per qualche mese avevano cercato disperatamente di tenerlo e di aiutarlo avevano deciso, dopo vani tentativi di integrazione in famiglia, di riportarlo in canile. Non biasimo quella famiglia, capisco i loro sforzi ed anzi mi immedesimo nella sofferenza che deve averli portati ad arrendersi con Black. Era veramente disarmante, un cane completamente incapace di vivere: terrorizzato da ogni rumore, non riusciva ad uscire neanche per i quotidiani bisogni, ovviamente inavvicinabile ed atterrito dalle attenzioni umane, anche solo da uno sguardo.

Passarono molte settimane prima di riuscire a vedere interamente Black, immaginavo che stesse sempre con le orecchie tese e lo vedevo correre dietro ai suoi scatoloni bui appena sentiva i miei “rumori” avvicinarsi. Ma io sapevo, quando entravo nella stanza, che lui era lì e lo salutavo sempre; mi avvicinavo al suo nascondiglio e gli porgevo la mano con un bocconcino senza mai guardarlo… lo avrei solo terrorizzato di più. Un giorno sentii il nasone umido che sfiorava il mio palmo e piano piano lo sentii rubare velocemente il suo bocconcino. E bravo Black, diventeremo amici.
Dopo mesi di nascondiglio Black passò finalmente sotto il tavolo, stava ai miei piedi mentre preparavo le terapie per i suoi amici; non mi consentiva ancora né di guardarlo né di accarezzarlo, ma solo di allungargli la mia mano con qualche “regalino”: ero felice per i piccoli miglioramenti di Black, non pretendevo niente da lui ma sapevo che ci volevamo bene.

L’amore che Black mi ha donato fin dal primo giorno gli ha consentito di diminuire piano piano le sue paure, di uscire dal nascondiglio, di accettare i miei regalini, di godersi le coccole, di imparare a seguirmi mentre facevo il giro del canile per le terapie.
Noi due eravamo diventati davvero amici, avevamo imparato a conoscerci, a fidarci l’uno dell’altro ed a condividere i nostri riti. Appena arrivavo in canile fischiavo e lo vedevo arrivare subito dietro al cancello, mi ululava in segno di saluto, veniva con me nella stanza e mi assisteva durante la preparazione della ciotola con le terapie, e poi via si comincia il giro. Mi seguiva fino a quando glielo consentivo e poi mi aspettava fiducioso dietro al cancello che non poteva varcare. Lo ritrovavo sempre ad aspettarmi.
Black viveva libero in canile perché per lui la gestione in un box sarebbe stata impossibile: non si sarebbe fatto avvicinare per le uscite quotidiane, per la pulizia del recinto, ecc. In canile aveva imparato a trovare i suoi spazi, i suoi nascondigli, ma la sua vita era comunque molto limitata dalle sue fobie e per lui un’adozione era comunque impossibile; così decisi che Black poteva migliorare ancora, doveva conquistarsi ancora di più la propria vita, uscire da uno stato di sopravvivenza e scoprire sempre di più il suo essere uno splendido cane: fiutare gli odori, passeggiare, giocare, correre in un prato, abbaiare, marcare il territorio, vedere il mondo e fare esperienze.

Non è stato affatto facile aiutare Black a varcare il cancello del canile, insegnargli ad uscire al guinzaglio, a passeggiare su un marciapiede. Era veramente terrorizzato per tutto: ogni macchina, motorino, ogni persona in lontananza lo costringeva ad “attacchi di panico”. Ma Black ce l’ha fatta. Il suo amore l‘ha aiutato a fidarsi di me, del mio aiuto e sempre di più di se stesso.
Capii che Black aveva bisogno di pazienza, fiducia e rituali metodici: cominciai ad insegnargli a saltare sul tetto di una cuccia, mettersi seduto e farsi mettere la pettorina; appena riuscivo a mettergliela lo premiavo e vedevo che lui era fiero di sé. Si sentiva importante e più sicuro; la pettorina ed il guinzaglio erano diventati un gioco ed un’esperienza sicuramente positiva. Passeggiavamo un po’ dentro il canile, in quegli spazi e tra quei rumori che aveva imparato a conoscere e giorno dopo giorno lo avvicinavo sempre di più al cancello di uscita, fino a che arrivò il giorno in cui riuscimmo ad aprirlo ed a fare qualche metro fuori. Metro dopo metro, giorno dopo giorno, io e Black riuscivamo finalmente a fare le nostre passeggiate fuori dal canile.
Vedevo Black abbandonare sempre di più quello stato di sopravvivenza e conquistarsi una vita migliore. Forse il suo esempio ha aiutato anche me a fare altrettanto: sono riuscita anch’io a riconoscermi paure e vincoli, ad avere più fiducia in me stessa e nella mia capacità di vivere, liberandomi da una sopravvivenza che poco mi apparteneva. Ho vissuto cambiamenti radicali, ho conosciuto una persona stupenda che mi ha amato in maniera reale e pura e insieme ci siamo regalati l’amore di Black.

Il 15 dicembre del 2006 Black e Joe hanno iniziato una nuova avventura in famiglia, e noi con loro: un’avventura meravigliosa.
E’ stato bellissimo vedere Black passare da uno stato di sopravvivenza alla sua “vita” da cane: assistere ai suoi progressi e miglioramenti, amando comunque i suoi limiti. Lo abbiamo visto imparare a sorridere alla sua nuova casa, alla sua nuova famiglia amando tutto questo con la dolcezza e la paura che lo hanno da sempre caratterizzato.
L’amore che Black ci ha consegnato gli ha consentito di conoscere i prati, le passeggiate, il mare, la neve, i viaggi in macchina, la clinica di un veterinario, le lunghe camminate in montagna, la pizzeria, gli esseri umani, l’amicizia di un gatto (la sua amata Dudi), il caratteraccio ma anche la dolcezza della sua compagna Joe, e perfino un comodo divano verde!

Black vive con noi da ormai quasi quattro anni, ed in questo periodo ha fatto tanti progressi da superare le nostre aspettative.
Ma il destino a volte è davvero strano e difficile da accettare: Black è purtroppo tornato a sopravvivere, almeno a fasi alterne. Da un anno circa abbiamo scoperto cha ha un tumore all’ipofisi. Questo gli ha provocato molte disfunzioni, individuate ed arginate solo grazie alla competenza del veterinario che lo ha preso in cura; siamo riusciti a superare alcuni momenti difficili, ma la patologia di Black non è guaribile e non sappiamo quale tipo di problema possa di volta in volta verificarsi.
Notiamo che il nostro amato Black sta lentamente, o forse troppo velocemente, perdendo quella “vita” tanto conquistata per ritornare ad uno stato di sopravvivenza che lo porta ed essere molto più apatico, debole, a non mangiare. Ha perso dieci chili, ed ogni giorno lottiamo con il suo tumore per riuscire a farlo mangiare.
Tutto questo mi provoca una rabbia immensa. Oggi, noi insieme a Black, dobbiamo lottare nuovamente per aiutarlo a vivere, ma questa battaglia è senza vittoria. Porta con sé solo la speranza di poterla combattere il più a lungo possibile, finché Black lo vorrà.
Stasera ha mangiato, e per stasera abbiamo vinto. Non mi aspetto niente per domani, così come ho sempre fatto con lui fin da quando ho visto i suoi occhioni nel buio di un ripostiglio.
Mi aspetto solo che il nostro legame continui per sempre, perché questo nessuna patologia potrà annullarlo.

Ringrazio il “canile” per aver raccolto Black dalla strada come un piccolo e delicatissimo fiore e per essersi preso cura di lui ogni giorno fino al momento in cui non ho potuto farlo io. Ringrazio il mio compagno per aver compreso ed amato Black fin dal primo momento, anche quando poteva solo provare disagio per il terrore che provocava in questo particolare e delicato essere. Ringrazio il dott. Caldin per la professionalità e la dedizione con cui sta curando la complessa patologia di Black.

Ma soprattutto ringrazio la profondità dei meravigliosi occhi di Black per aver guardato i miei.


Costanza


01-12-2009
DIARIO DEI VOLONTARI:
Dedicato ad ASIA, KORBY E IKE...

Torno dalla mia passeggiata alle Cascine insieme ad Asia, ormai anziana e malata, Korby ci sta aspettando paziente sulle sue coperte, sa che non ce la fa più a camminare e si è rassegnato ad aspettare finchè torno tutto per lui.

Apro il cancello e vedo Cosetta seduta sulla sedia dentro il recinto, mi pare che dorma, e noto che mi sta aspettando con le medicine per Asia e Korby in mano.
Non so perchè mi è rimasta in mente questa immagine, non era la prima volta che la vedevo cedere al sonno seduta dentro al recinto, ma, probabilmente, mi è apparso chiaro il motivo per cui il nostro canile (perchè lo considero anche mio dopo tutti questi anni) è ancora vivo e saldo: la pazienza di Cosetta!

Certo non nasconde la tristezza quando, girando per i corridoi, li trova sempre più vuoti, quando i sacchi neri da portare indietro dalla clinica veterinaria "24ore" sono sempre più numerosi, quando le cucce dei cani morti rimangono lì ad aspettare un nuovo inquilino, che non arriva.

Sono passati più di sette anni dal mio arrivo in canile; sicuramente non ho fatto la storia del canile, ma il canile ha invece fatto la mia storia, perchè mi ha cambiato profondamente, ha aperto le porte della libertà alla mia anima che non riusciva a trovare il suo posto in questa società, troppo stretta per lei, come una maglia di lana infeltrita e pungente.
Anche adesso che il lavoro mi ha portato lontano e mi concede solo un giorno alla settimana da dedicare al canile, il mio pensiero ogni momento vaga tra i recinti chiassosi a salutare tutti i miei amici.

Nessuno sa quello che ho vissuto con Asia e Korby e sarebbe troppo lungo parlarne ora; sono momenti troppo preziosi anche da poter condividere con gli altri, perchè soltanto io so so cosa vuol dire piangere di gioia mentre sei con loro sui monti innevati, frustati dalla tramontana o correre a perdifiato nei boschi nebbiosi dietro ai caprioli o seguire le piste dei lupi, accoccolarsi vicini sotto un abete che mal ci ripara dalla pioggia, o ancora dormire sui prati grassi di maggio mentre il sole tiepido scalda piacevolmente la loro pelliccia...

Anche se Asia non ha mai voluto accettare l'adozione e si è sempre rifiutata di vivere in una casa, so che ha vissuto una vita intensa e il bello di tutto il mio impegno è proprio questo: il canile era l'unico posto dove lei si sentiva davvero a casa!
Dire che i cani di canile sono tristi è una mezza verità; spesso i cani sono felici in canile perchè qui trovano le loro sicurezze e le loro certezze; la tristezza nasce dal fatto che cani psicologicamente complicati come i miei vorrebbero la vita insieme a noi e la vorrebbero in canile.

Così, come è successo a me, nasce il dramma di vivere una vita a metà e, anche se ogni giorno vivi per farli felici, quando ti allontani seguito dal loro sguardo profondamente pungente, senti una stretta dolorosa al cuore e pensi di non fare abbastanza.

Ma loro hanno una certezza che, però, NON VA MAI TRADITA: tu ritorni; che sia dopo un'ora o dopo una settimana, tu ritorni da loro e questo dà loro forza.

Chi vuole demolire il canile non sa niente di tutto questo, perchè il suo unico ideale è la dedizione a San Quattrino, che li rende viscidamente schiavi. La vera ricchezza è sentire la propria vita piena, sostenuta da una morale che soltanto gli animali sanno insegnare.

Adesso Asia ha un tumore che la sta consumando e Korby è semi infermo, ma, ciò nonostante, la sua tenacia continua ad insegnarmi tante cose.
Ike è ancora giovane e scapestrato, ma in questo anno e mezzo che lo seguo ha fatto passi da gigante ed in lui vedo proprio il famoso "cerchio della vita" che ricomincia.
Anche Korby era così: ostinato, testardo e scorbutico (una volta mi ha anche morso), ma il nostro legame è diventato molto forte anche se lui non lo dà a vedere, ed in Ike rivedo quel Korby ribelle e spaccamondo che tutti temevano.

Ne sorrido dentro di me quando fuori, dopo la corsa, mi si struscia addosso uggiolando e noto il suo atteggiamento diverso da quello che ha in canile, perchè a lui piace da morire il canile, lui ne è il Re e ne è consapevole! Mitico Ike!

Ma, fra i tanti ricordi, non posso dimenticare il mio primo affidato, Cipolla, ormai morto da tempo; e tutti quelli che hanno lasciato un posto vuoto nella mia zona: Rudy, Sophie, il caro vecchio Jack, Kika, Grey, Timmy, Gulliver, Edda, Max...

Il canile è l'unico posto dove io ho trovato la pace, dove ho trovato un senso ai miei giorni, dove ho imparato a conoscere me stesso e per il quale non ho mai accettato lavori fissi e troppo impegnativi, tanto era forte il bisogno e il desiderio di stare con i miei compagni.

Sono giunto ormai alla fine della nostra coesistenza, ma non rimpiango nulla, perchè so che ci incontreremo ancora per correre insieme, mai stanchi, sopra le nuvole.

Adesso Maya, una bella lupa fulva di sedici mesi, arrivata e presa in maniera imprevista, è qui con me ed allieta (e distrugge) il mio nuovo giardino, quello che Asia non ha voluto accettare e che Korby era troppo vecchio per viverlo da solo.
Chissà se lei sarà, un giorno, una buona maestra per Ike?

Per il momento, oltre ai miei compagni, ringrazio Stefano Lazzeri, Cosetta, Alberto e quei pochi che conosco per l'amicizia e la volontà che mi hanno trasmesso in questi anni.
E fanculo a chi ci vuole male!

Marco Rossi



22-11-2009
DIARIO DEI VOLONTARI:
Dedicato ad Edda e Gulliver

Mi chiamo Marco Brazzini.
Prima del novembre del 2001, non avevo idea di come fosse fatto un cane.
In quell'anno fui trascinato da mia moglie (animalista convinta) al canile di Sesto fiorentino, dove mi furono "affidati" Edda e Gulliver.
Fu amore a prima vista e la mia vita da quel giorno è cambiata.

Quelle anime pure mi hanno trasportato in un mondo fatto esclusivamente di amore profondo ed assoluto.
Mi hanno insegnato a donarmi senza avere niente in cambio.

E' così che ho cominciato ad aiutare i membri dell'Associazione "Unione amici del cane e del gatto", diventando io stesso volontario del canile del Termine, dedicando ogni singolo momento del mio tempo libero al canile ed ai miei due "bambini".

Nei 5 anni che ci siamo dedicati mi sono preso cura di loro in modo completo, ed essi mi hanno ripagato con un amore mai conosciuto prima...

Niente di quello che ho fatto per loro ricambierà questo amore, neanche la casetta a due piani che avevo comprato loro e per la quale venivano chiamati “i Rockfeller”.
I loro sguardi valgono più di mille ville.

La sensibilità verso il mondo animale che ora mi appartiene è la naturale conseguenza della loro dedizione nei miei confronti.

L'esempio di abnegazione dei volontari del canile è stato per me fonte di stupore all'inizio, ma col tempo ho capito il perchè di tanto sacrificio: me lo hanno spiegato Edda e Gulliver.

Quest'anno li ho persi entrambi.

Ora corrono felici, insieme, sui prati del Cielo.

E da lassù mi guardano amorevolmente mentre mi occupo degli altri bambini a quattro zampe del canile del Termine.

Grazie Edda.

Grazie Gulliver.


12-11-2009
MARTINA

Martina viene in canile come volontaria da circa due anni.
Studentessa di biologia, ama tutti gli animali senza esclusioni.
Quando le è possibile, Martina si occupa anche di piccole terapie (quali pulizia occhi ed orecchie dei cani), contribuendo così ad alleggerire il lavoro di chi tutti i giorni deve eseguire le terapie vere e proprie ai cani.
Martina però, soprattutto, porta fuori due cani, molto affettuosi e vivaci, che si chiamano Birba e Fan.
Loro ovviamente aspettano Martina sempre impazienti ed ansiosi.
Quando anche solo la sentono arrivare, ancor prima che lei raggiunga il cancello all’entrata del canile, iniziano ad abbaiare ed a correre su e giù per tutto il piazzale che li separa da Martina...
E' inutile dire che non appena la vedono, le saltano letteralmente addosso e la riempono di leccatine.
Quando poi sono pronti per uscire per una lunga passeggiata fuori del canile con la loro grande amica Martina, estate ed inverno, pioggia o vento che sia, potete scommettere che Birba e Fan durante quelle lunghe passeggiate sono davvero felici - felici ed uguali a tutti i cani con famiglia...

Martina, in realtà, vorrebbe poter essere ancora più presente in canile, ma purtroppo ci sono anche tanti altri impegni. E tuttavia chissà che, prima o poi, davvero questo sia possibile... Noi tutti, insieme a Birba e Fan, lo speriamo.


28-10-2009
GIOVANNA E CAMILLA
Giovanna ama i cani ed il canile del Termine.
Viene infatti al canile da diversi anni, ritagliandosi uno spazio importante tra la famiglia ed il lavoro, così da poter svolgere tutta una serie di attività molto utili per il buon funzionamento del nostro rifugio.
Giovanna smista e sistema il cibo, le coperte, i prodotti per la pulizia, e insomma tutto quel materiale che - grazie alla generosità di molti amici - arriva in canile.
Giovanna inoltre sistema (con altre volontarie) la cucina del canile, pulendo bene le ciotole (ovvero “i piatti” dei nostri cani), pronti e lucidi per essere riempiti di pappa la mattina dopo.
Ma Giovanna è soprattutto la responsabile dei nostri banchini nei mercatini che facciamo a Firenze durante tutto l’anno: lei raccoglie gli oggetti che ci vengono regalati, ne fa una prima selezione, poi li ordina e li divide per genere merceologico, ed infine li sistema in un magazzino pronti per i successivi mercati.
Giovanna svolge questo compiuto piuttosto gravoso nella maniera migliore, avendo acquisito grandee sperienza.
Giovanna è inoltre una persona sempre allegra e disponibile, grazie anche a Camilla, simpatica e dolce cocckerina, che segue ed accompagna sempre e comunque Giovanna, quasi mascotte del canile del Termine...


12-10-2009
Francesco Ghio e Mascha
Francesco viene in canile da 4 anni circa, grazie a due amici volontari che una volta lo convinsero a venire pure lui per conoscere il canile ed i cani.
Prima veniva con la moglie Silvia. Adesso invece, poichè da poco sono diventati genitori di una bella bambina, Francesco viene in canile da solo, almeno una volta la settimana, riuscendo in ogni modo a ritagliarsi uno spazio prezioso, tra il lavoro, la famiglia ed il teatro (che lui fa a livello amatoriale).
Qui in canile, lo aspettano pazienti e fiduciosi Ghio - un cane bellissimo e buonissimo, nonostante la mole non proprio indifferente - e Masha, compagna di canile di Ghio e dolce e giocherellona canina.
Francesco riesce così a portare a spasso fuori dal canile Ghio e Mascha e, qualche volta (quando esce dal lavoro), passa velocemente in canile anche solo per salutarli e rassicurarli.
Presto - ci dice Francesco - verrà però anche con Silvia e con la loro bambina...


09-10-2009
Stefano (Massini) è uno dei maggiori e più quotati registi teatrali degli ultimi tempi.
Luisa (Cattaneo) è una bravissima e assai conosciuta attrice.
Coppia nel teatro come nella vita, tra un impegno ed una prova teatrale, in maniera molto semplice e lieve sono capitati in canile. In quell'occasione Cosetta li accompagnò su nel settore Montemorello, per conoscere e vedere alcuni di quei cani.
Tutti e due erano curiosi ed emozionati: fino ad allora avevano conosciuto il canile indirettamente, ma non c’erano mai stati di persona.
Per la verità, molte persone in questi ultimi anni sono venute in visita al canile, per lo più accompagnati da Cosetta; e molte di loro non sono poi più tornate, nonostante i numerosi complimenti e, spesso, i consueti discorsi contro il malcostume dell'abbandono, e magari l'espresso desiderio di adottarne qualcuno. Ma poi, invece, più nulla...
Cosetta quel giorno “affidò” Stefano e Luisa a due veterani come Stefano ed Elena (Lazzeri), ai quali qualcosa diceva che loro due erano però diversi dagli altri: sicuramente più in sintonia con i cani.
Stefano ed Elena cercarono di capire quale cane (o quali cani) potevano essere più adatti a loro; Elena suggerì Folco e Lilly.
Appena aperti, Folco e Lilly corsero subito festosi e felici addosso a Stefano e Luisa. Insieme giocarono per almeno mezz'ora nei pratini del canile appena rasati. Il sole tramontava quando Stefano e Luisa, accaldati e stropicciati, se ne andarono.
A Cosetta che chiedeva come era andata, Stefano ed Elena dissero che pensavano proprio che sarebbero tornati ancora, da Folco e Lilly.
Ed infatti è andata così, oramai da più di anno.
Prima di una prova, dopo una prima, durante le repliche dei lori spettacoli teatrali, li vedi arrivare felici dai loro cani "attori protagonisti" in canile...


08-10-2009
Nicla e Gioia
Nicla viene in canile da circa 7 anni.
Ha iniziato portando a spasso Micia, una bellissima femmina di alano arlecchino (adesso felicemente adottata), che alcuni di voi avranno visto in uno dei nostri spot sul canile.
Nicla in questi anni ha imparato a conoscere il canile e gli altri cani. Ha conosciuto così Gioia, una meticcia lupetta dolcissima che, in proporzione a Micia, è meno della metà.
Gioia è purtroppo cresciuta in canile, ma con Nicla ha finalmente trovato una persona che la segue e la cura con grande amore e la porta sempre fuori a spasso.
Nicla viene una o due volte a settimana, il sabato o la domenica perché negli altri giorni lavora.
Col tempo ha conosciuto anche altri cani della fila, così non è infrequente vederla aprire cancelli, carezzare e coccolare, pulire e controllare l’acqua anche degli altri cani, diventando una presenza costante e preziosa, non solo per Gioia.


07-10-2009
Miguel e Rambo
Miguel fa il metalmeccanico, ha la passione per il modellismo e gli animali, ed è tifoso della Fiorentina.
Miguel (da Miguel Montuosi, grande giocatore della Fiorentina del primo scudetto) ha iniziato a venire in canile da circa tre anni, seguendo con Silvia - la sua compagna - due cani della fila “Montespertoli”.
Il nostro canile per praticità è infatti diviso in settori, ma è ovvio che qualsiasi nostro volontario può, se crede (ed indipendentemente da dove sono i cani a lui affidati), muoversi e girare per tutto il canile, così da vedere e conoscere tutti i cani.
E' così che un giorno di un anno fa Miguel è arrivato davanti ad un cancello con il cartello rosso: il cartello rosso è un modo per segnalare il carattere non facile del cane. Significa, in sostanza, che è meglio che non tutti entrino in quel recinto. Non che si tratti - si badi bene - di belve feroci: sono solo cani più difficili, con i quali bisogna stabilire da subito un rapporto maggiormente fondato su attenzione e rispetto reciproci. Anche se ovviamente tutto questo richiede più tempo e più impegno.
Ed è stato così che Miguel ha visto la prima volta Rambo, un bellissimo cane non certo cattivo, ma bisognoso di affetto ed attenzioni più di altri.
La simpatia tra loro è subito scattata!
Poi con grande pazienza e gradualità, i due hanno imparato a conoscersi ed a comunicare.
Adesso Miguel accarezza Rambo e lui lo ricambia dandogli la zampa e spesso una leccatina...
Ora il cartello rosso di Rambo non è più un problema per Miguel.


06-10-2009
Elena e Max

Elena frequenta il canile da molti anni.
Ha iniziato piano piano a venire in canile ed a interessarsi dei cani più vecchi e più bisognosi, quelli insomma che - purtroppo - non trovano facilmente un affidatario.
Anzi, Elena è arrivata ad adottarne almeno due, ma sempre continuando a venire in canile con lo stesso spirito e la stessa passione.
Ora è presente in canile almeno una volta a settimana, o anche due volte se gli impegni lavorativi glielo consentono. Spesso Elena esce dal lavoro e corre direttamente in canile, magari saltando anche il pranzo.
Per lo più Elena si occupa dei cani delle due file cosiddette "poste"; è inoltre la volontaria che pulisce bene a fondo, che alza i pancali e le cucce bombardandoli di disinfettanti e detergenti, che cambia coperte e copertine varie.
Attualmente non ha un cane in particolare in affido, anche se ha le sue simpatie: particolarmente Max un bel vecchio cane ancora fiero vivace e di carattere, e due sicilianini affettuosissimi.
Tutti assolutamente felici di vederla ogni volta che Elena viene in canile.


06-10-2009
Roberto Zoe e Ringo

Roberto è un musicista molto bravo, viene in canile da quasi 7 anni, insieme alla moglie Sandra. E qualche volta con la figlia Giulia.
Sono tutti molto affezionati al canile ed ai cani, e sono presenti in canile durante tutto l’anno, almeno una o due volte alla settimana.
Sono anche gli affidatari di Zoe, una bellissima femmina nera, molto vivace ma anche affettuosa, che spesso portano a casa il sabato e la domenica.
In precedenza erano invece gli affidatari di un cane anziano e dolcissimo, Vito, che loro hanno seguito con grande amore fino alla sua fine.
Il compagno di Zoe si chiama Ringo, che è un lupetto molto schivo con un carattere molto particolare, e che inizialmente non si faceva proprio avvicinare.
Zoe è stata il vero punto di contatto tra di loro: adesso Roberto e Sandra carezzano giocano e fanno le coccole anche a Ringo, sotto gli occhi attenti (ma benevoli e di assenso) di Zoe.
E' davvero molto bello vedere questa famiglia in canile...


04-10-2009
Alessandro
Alessandro frequenta il canile da circa 6 anni, e svolge una funzione utilissima ed importante in canile: si occupa infatti delle terapie.
In pratica, sempre sotto il costante controllo dei nostri veterinari, Alessandro somministra giornalmente i farmaci necessari alla salute dei nostri cani.
Spesso, a seconda delle terapie, il suo è un impegno gravoso, che va comunque svolto con la massima attenzione e grande abilità.
Ogni cane del canile che si trova in terapia, ha una propria scheda compilata dal nostro veterinario. Alessandro ogni giorno controlla le eventuali variazioni nelle dosi o altri cambiamenti; prepara quindi tutto il necessario per ogni cane ed inizia il suo giro in canile.
Sempre con grande pazienza e dolcezza, Alessandro riesce egregiamente a far prendere ai nostri cari amici cani le medicine di cui hanno bisogno (chi conosce gli animali sa bene che non sempre è facile...).
Alessandro inoltre annota tutto ed è sempre in contatto con i nostri veterinari, che aggiorna ogni volta che occorre.
Tutti i cani, anche quelli più diffidenti, hanno imparato a conoscerlo ed a volergli bene. E' bello vedere Alessandro che gira in canile: la sua sola presenza infonde sicurezza ai cani ed a tutti noi.


03-10-2009
DIARIO DEI VOLONTARI:
pensieri e foto di un giorno in canile

E' ancora caldo in canile, lungo la strada che ne costeggia una parte il traffico è intenso; dall’altra parte della strada un gruppo di pecore al pascolo nei terreni per ora non edificati; in lontananza quel mostro architettonico della futura scuola carabinieri...
Più in là un altro mostro, il nuovo palazzo di giustizia - quella giustizia che non riesco a vedere - mentre cammino con i cani nel settore L (Montespertoli - poste), ovvero la parte relativamente recente: quella per intenderci costruita in virtù di un'ordinanza a noi fatta dal precedente sindaco di Sesto (ora Presidente della Provincia), a cui noi avevamo puntualmente ottemperato - ma poi, purtroppo, ritenuta abusiva dall’attuale sindaco di Sesto.

Il settore L è una bella struttura del canile, pensata studiata e poi realizzata (con grossi sacrifici) dall’architetto Alberti. Nonostante gli anni è ancora bella e funzionale, quasi una sorta di prototipo per un canile futuro...

Penso a tutto questo oggi, in un fine settembre dai colori netti, il sole che esalta i ns campini rasati e curati, dove i cani corrono felici fieri e tranquilli, perché sanno che noi ci siamo e che la ns associazione esiste ancora, anche dopo 4 anni di ingiusto sequestro, col quale - forzatamente - ci hanno impedito di salvare ed accogliere altri cani abbandonati...

Di contro, promesse non mantenute, discorsi di politici ed amministratori fatti solo ed unicamente per continuare a sedersi sulle loro comode poltroncine, grandi e pomposi discorsi, canili da costruire, il canile della piana, il canile di Ugnano, ecc ecc, ma nessuna, nessuna vera soluzione per aiutarci magari a migliorare valorizzare l’esistente.
Troppo semplice e troppo poco costoso, forse...?

Certo, noi i “cattivi ragazzi“, siamo quelli che si sono permessi di criticare Asl, Comuni, amministratori, associazioni animaliste che non facevano il loro dovere, e soprattutto non facevano gli interessi degli animali.
Che stupidi, che ingenui siamo stati ad accogliere, accudire, curare, salvare centinaia e centinaia di cani e di gatti di Firenze, Provincia e Regione, e sempre del tutto gratuitamente e senza sovvenzioni, ma solo con le ns forze...

Il rombo di un aereo che passa sopra la mia testa scaricando sostanze tossiche, interrompe i miei pensieri.

Il sole sta tramontando, controllo tutti i cani della L, li saluto chiamandoli per nome uno ad uno: loro mi rispondono con gli occhi e con leggeri movimenti delle orecchie e del muso...
ciao a domani

Cassavetes


01-10-2009
Alessandra, Boss e Simba
Alessandra frequenta il canile da tre anni.
Dopo un anno e mezzo ha adottato due cani che, fino ad allora, aveva in affido.
Nonostante questo, Alessandra seguita a venire in canile per aiutare altri cani. Ora si sta occupando (con ottimi risultati) di due cani siciliani un po' difficili, Boss e Simba, con grande costanza e pazienza.
Alessandra è già riuscita a conquistarli ed a portarli a spasso al guinzaglio.
Alessandra si occupa anche di altri cani, Mob e Phoebe, venendo in aiuto a quegli affidatari che possono venire poco; ed inoltre di Siria, un'altra canina siciliana e molto paurosa.
Fuori dal canile Alessandra si occupa professionalmente di disabili: “il contatto con gli animali stimola molto l’essere umano; sarei contenta se anche i disabili potessero frequentare il canile come una sorta di pet-terapy...”.
Ebbene, chissà che questo non possa davvero accadere anche al termine...


01-10-2009
Sandra, Fan e Birba
Anche Sandra fa parte del gruppo storico dei volontari del canile del twermine.
Sono ormai 20 anni che lo frequenta, in due diversi giorni settimanali.
Sandra non ha un cane particolare in affidamento, ma è soprattutto una grande collaboratrice di Cosetta.
Sandra accoglie i cani abbandonati, prendendosene cura in attesa dell’arrivo della Asl (per i controlli di legge); inoltre aiuta a portare i cani dal veterinario nelle emergenze, pulisce e controlla la cucina; ed infine accompagna le persone che vogliono vedere un cane o semplicemente visitare il canile.
Infine e soprattutto accompagna i cani dati in adozione nelle nuove case.


01-10-2009
Betti
Betti lavora alle poste, ma da una quindicina di anni viene regolarmente in canile, almeno due pomeriggi a settimana.
Si occupa della parte bassa e iniziale del canile. Betti conosce tuttii i cani, ovviamente; li apre a turno, li fa uscire, pulisce i secchi e le ciotole; riordina, per così dire, i recinti, in maniera sicura ed efficace.
Betti è molto attaccata al Canile ed all’Associazione, ed è sempre in prima fila quando c’è da difendere i cani del Termine.
Betti soffre ed ha sofferto (come noi tutti) quattro anni fa quando ha avuto inizio il sequestro del canile del Termine.


01-10-2009
Domenico e Claudia
Domenico e la sua compagna Claudia conoscevano il canile da molto tempo, ma è da circa un anno che lo frequentano regolarmente come volontari.
Anche loro (come noi tutti) amano molto gli animali. A casa hanno cani e gatti propri (o "di famiglia"), ma ugualmente volevano anche aiutare il canile del Termine.
Domenico è dventato, suo malgrado, un po' il factotum: qualunque cosa ci sia da fare, lui non si tira indietro. In particolare è bravissimo per tagliare l’erba e rasare i campini dove i cani corrono e sgambano.
Domenico, inoltre, sistema e ripara i cancelli del canile, carica e scarica il cibo, ed inoltre con Claudia riesce anche a trovare il tempo per portare a spasso i cani più vivaci.
La loro forza è la più completa disponibilità: difficilmente Domenico e Claudia direbbero “non posso” di fronte a qualsiasi necessità...


27-09-2009
Makara e Janira
La volontaria Makara è qui con la dolce canina Janira.
Makara è una volontaria storica del canile del Termine ed è presente in canile tutti i giorni, arrivando prestissimo la mattina. Essa alterna continuamente la sua attività lavorativa di impiegata all'impegno volontaro costante in canile.
Il suo compito è quello di aprire i cancelli ai cani, pulire i box e soprattutto parlare e giocare con loro.
È una presenza preziosa per il canile: pensate che riesce a seguire addirittura una sessantina di cani, tutti con grandissima attenzione per ognuno di loro.


27-09-2009
Jessica con il buonissimo Hansel
Jessica, qui con il buonissimo Hansel, è impiegata.
Essa viene in canile già da quattro anni per due o tre volte la settimana.
Non ha cani in affidamento, ma svolge un compito molto utile: a turno porta fuori a passeggio i cani che ancora non hanno un affidatario o quelli che, per motivi vari, purtroppo escono meno.
Jessica riesce a portare fuori anche due cani per volta, è molto veloce nel suo lavoro e soprattutto non scontenta mai nessuno...


27-09-2009
Silvia e Corinna, Leprotta e Max
Silvia e Corinna sono due volontarie studentesse che vengono in canile da qualche anno.
Tutte e due si occupano soprattutto di Leprotta, quella che vedete nella foto sopra, e di Max, il compagno di Leprotta, nella foto sotto.
Silvia e Corinna amano i cani e lo sport, e giocano in una squadra di calcio femminile.
Sono giovani, piene di impegni, ma almeno due volte la settimana vengono in canile dalla loro Leprotta e dal loro Max.
Col tempo hanno imparato a conoscere anche gli altri cani e, quando c’è bisogno, sono ben felici di dare una mano.


27-09-2009
Paola e Trudy
Paola (qui con Trudy) è una giovanissima studentessa che, solo da un mese, ha preso a venire in canile.
Ma sta imparando molto rapidamente i “segreti“ del lavoro di volontario: un lavoro che può essere molto faticoso, ma che riserva grandissime soddisfazioni. Paola è piena d’entusiasmo, i cani iniziano a conoscerla ed a volerle un gran bene...


27-09-2009
Paolo con Augusto e Dora
Paolo, che dire di Paolo...?
Conosce tutti cani del canile e lui in persona fa un po' parte della storia stessa del canile del Termine. Paolo ha anche vissuto tutti i cambiamenti avvenuti nel canile nel corso degli ultimi venti anni...
I miglioramenti, le trasformazioni, le emergenze, le difficoltà: Paolo ha seguito e continua a seguire tutti i giorni (estate e inverno, con la pioggia o la neve, nei giorni di festa e di vacanza, insomma SEMPRE...) i cani del canile, ma in particolare quelli più vecchi e più bisognosi di attenzioni.
Spesso Paolo svolge anche una funzione di controllo dei cani, verificando di persona come viene tenuto il cane che abbiamo dato in adozione, andandolo a trovare nella nuova famiglia.
Qualche volta un pochino burbero e brusco con le persone, Paolo ha sempre però una parola dolce ed un gesto affettuoso per ogni cane ed ogni gatto.
Sicuramente Paolo è anche un collaboratore prezioso per la coordinatrice delle attività volontarie in canile, la nostra grande Cosetta.


05-05-2009
COPERTURA ASSICURATIVA
COMUNICAZIONE AI VOLONTARI

La legge 266/91, Legge Quadro del Volontariato, all’Art. 4 comma 1, testualmente cita: “Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi”. La precedente compagnia assicurativa ha recentemente disdetto la polizza con L’Associazione UACG onlus per l’ingente somma di rimborso che si è trovata a dover liquidare. Siamo stati costretti quindi a sottoscrivere una nuova polizza con latra compagnia. La nuova polizza, molto più onerosa, prevede l’assicurazione nominativa per ogni singolo aderente all’Associazione UACG onlus, Socio o semplice Amico, che svolga attività in canile in qualità di volontario. La situazione economica dell’Associazione non permette l’accollo totale dei costi di tale polizza. Siamo quindi costretti a chiedere la quota di € 15 a persona, di cui 9,30 € per oneri assicurativi e 5,70 € per gestione pratica.